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Edifici delle miniere d'oro di Kreas
Conserva all'interno quattro grandi macine per la
frantumazione del minerale aurifero, sostituite alla fine dell' Ottocento.
Alcune decine di metri a monte dell'edificio,a 1350 m, si può vedere
l'ingresso ad arco a sesto acuto, denominato “Santo Spirito” ;
purtroppo poco dopo l’ingresso la galleria è crollata . La tradizione vuole che fosse adibito a carcere durante il periodo napoleonico, ma in realtà fu un ricovero per i minatori: da qui si dipartivano numerose gallerie collegate ai sottostanti livelli di Kreas. Per questo edificio è allo studio un progetto di restauro conservativo a scopo museale. I
giacimenti auriferi del Monte Rosa sono, senza dubbio, i più importanti
delle Alpi occidentali: la loro coltivazione si perde nella memoria storica. Fu nel 1752 che i giacimenti auriferi di Alagna vennero inclusi in un piano di coltivazione delle Regie finanze dei Savoia dal cavaliere Nicolis de Robilant di ritorno dalla Germania dove, nelle miniere e fonderie della Savoia e della Boemia, aveva acquistato l’esperienza necessaria. Si trattava di gestione diretta da parte dello Stato e questo durò fino al 1771, anno nel quale "...le tre miniere aurifere di Alagna dette di S. Maria di Stofful, Cava Vecchia e Borso..." furono concesse via via a vari privati, i quali proseguirono le attività sino al 1890, quando fece la sua apparizione la società inglese “Monte Rosa Gold Mining Company Limited”. Ma anche questa, sia per i mezzi usati sia per mancanza di capitali, dovette cessare la sua attività pochi anni dopo e decise nel 1905 di cedere i diritti di sfruttamento ad un’altra società, “THE NEW MONTE ROSA GOLD MINING COMPANY LIMITED ”, che riprese i lavori all’inizio del 1906 sotto la direzione dell’ingegnere Pietro Catzigera. La sua compagnia nello sfruttare le miniere, adottò nuovi sistemi di trattamento del minerale, anzitutto applicando metallurgicamente il principio della galvanoplastica. La direzione dell' ing. Catzigera ebbe grande importanza sociale ed economica. Infatti il giovane direttore aveva stabilito che ogni operaio prima di essere assunto venisse sottoposto, a spese della società, ad una accurata visita medica successivamente ripetuta ogni mese. Nel 1938 la miniera passò sotto l' AMMI - Azienda Minerali Metallici Italiani, ma non fu eseguito nessun lavoro. Negli anni del dopoguerra trovarono lavoro solo 5-6 operai; nel 1956 la nuova società "Gold Mining Monte Rosa" presentò faraonici progetti, ma nel '58 dichiarò fallimento e la miniera d'oro chiuse definitivamente .
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