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Oratorio di San Nicolao a Pedemonte(“Z’ KANTMUD”)
Nel 1758 Giuseppe de Paulis e Giovanni Mereglino “per 30 soldi per cadauno piede di Francia, imbiancarono l’oratorio e fecero i capitelli per Lire 11 per ogni pezzo”. All’esterno la facciata si presenta con un registro architettonico dipinto con un ordine gigante che ne incornicia uno più piccolo organizzando tre nicchie con sovrastante timpano con immagini dei santi Giovanni, Nicola e Pietro dipinte dai fratelli Avondo. Nel 1862 un certo Meregli scriveva che il signor Joan Crolla aveva lavorato per otto giorni e mezzo all’affresco della facciata dell’Oratorio di S. Nicolao assistendo i fratelli pittori Avondo.
Vi è anche una nicchia in pietra ollare che accoglieva una
statuina policroma di San Nicola con i tre bambini dentro la tinozza, ora
esposta solo in particolari occasioni. All'interno dell'oratorio si trova inoltre un frammento di campana seicentesca (1656). Fu trovato nei pressi della chiesa odierna nel 1948, in seguito a scavi eseguiti dopo l’alluvione di quell’anno. Questo sembra confermare che l'oratorio in precedenza fosse ubicato da un'altra parte. In un documento inedito del 10 marzo 1443 viene citato un appezzamento di terra a prato con un edificio rurale. ubicato nel territorio di Pedemonte “ubi dicitur subtus capellam Sancti Nicolay subtus viam (Atto di vendita). Il documento attesta l'esistenza di una cappella nella prima metà del Quattrocento e risulta antecedente alla più antica attestazione di edifici religiosi ad Alagna sinora documentata, costituita dalla consacrazione della cappella di S. Maria Maddalena alla frazione Merletti, avvenuta nel 1473 ad opera del vescovo Antonio Caccia. La cappella fu significativamente dedicata Il S. Nicolao, santo venerato in molte comunità walser assieme a S. Teodulo. Nella visita pastorale del 1590 la prima cappella di Pedemonte veniva descritta con un altare piccolo non ancora ultimato. Negli ordini si richiedeva il suo ingrandimento e la ricollocazione della campana in un'altra posizione affinché la corda non pendesse fuori dalla porta ed i bambini non potessero suonarla. L'edificio è successivamente citato in un documento del 1616. in cui si dice che era interdetto, perché ritenuto troppo angusto. Nel 1652 l'oratorio risultava danneggiato da un'alluvione, probabilmente quella del 1640. A fine Seicento era descritta una bella ancona intagliata indorata con colonne che racchiudeva un quadro della Madonna con quattro santi. E' del 1665 la campana appesa sotto il tetto, tutt’ oggi usata oltre che per le funzioni religiose, anche per chiamare a raccolta i frazionisti in caso di evento calamitoso.
L'alluvione settecentesca citata da Daverio potrebbe essere la grande alluvione del 14 ottobre 1755, anche se la distruzione di questa cappella non è ricordata in nessun memoriale coevo all'evento o in ricostruzioni recenti. L’interno dell’oratorio è reso suggestivo dalla pala d’altare (autore Lorenzo Peracino)
Vi è rappresentato S. Nicolao, Maria col bimbo in
braccio, S. Giovanni Battista e altri Santi e, nell’ancona, l’antica chiesa andata
distrutta dall' alluvione(Daverio,1985)
o da una valanga (Ragozza, 1983) che si divide in due rami attorno
al villaggio.
Sulla vasca che contiene i tre bambini tradizionalmente raffigurati ai piedi di S. Nicolao, è presente un’icona con la scritta del suo donatore:" Il sig. Giuseppe de Paulis F.F. (fece fare) quest'icona p. sua divotione 1767 ". Sulle pareti del presbiterio è esposto un quadro raffigurante S. Bruno, datato 1657; al fondo, ai Iati dell'altare, sono presenti due statue di santi.
Sopra l’ingresso è presente una balconata lignea dedicata al coro. Il nuovo oratorio è sopravvissuto quasi indenne alle alluvioni ed alle valanghe del secolo scorso. Ogni anno, il 6 dicembre, giorno di S.Nicolao (Sa' Miklosch), nella frazione la gente e tutta in festa. Si celebra la S. Messa, si mettono all’incanto le offerte dei fedeli, si distribuiscono le mele ai bambini, i quali si premurano anche di esporre una ciotola di legno sull’uscio di casa con un ciuffo di fieno. Nella notte infatti, passa S. Nicolao col suo asinello carico e a tutti lascia un dono.
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