Comune di Alagna Valsesia - Provincia di Vercelli - Piemonte

martedì 21 gennaio 2020

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GUIDA TURISTICA

Forno del pane - Bach oufu

Forno del pane - Bach oufu


Uno dei tanti forni frazionali per la cottura del pane è ubicato nella frazione Uterio.
E’ stato costruito nel 1676 e ristrutturato una prima volta nel 1907 e una seconda volta nel 1996.
Nel 1907 la cupola interna a sesto ribassato è stata ricostruita usando mattoni refrattari.
E' composto di due corpi uniti da una muratura perimetrale.
La parte posteriore per circa metà è occupata dal forno propriamente detto, mentre la parte anteriore è attrezzata per sorreggere, su apposite mensole in pietra, le tavole che accolgono le forme di pane prima della cottura e, dopo l'estrazione, per il raffreddamento.
Sulle pareti interne del muro sono presenti due nicchie per l'alloggiamento della lanterna durante la panificazione nelle fasi serali e mattutine. Il tetto è coperto da "piode" (lastre in pietra) per impedire infiltrazioni d'acqua in particolar modo durante il disgelo.

La parte vera e propria del forno è costruita a forma di cupola, la cui volta interna ed il piano di cottura sono ricoperti da mattoni refrattari. L’estremità superiore della cupola, oltre al refrattario, è rivestita da una muratura in pietra legata con calce locale. Sopra alla cupola, oltre al muro in pietra, un notevole spessore di sabbia finissima ricopre il tutto per coibentare meglio il forno di cottura.
La struttura si presenta a forma di parallelepipedo i cui muri perimetrali o circondano per tre lati.
Il forno è alimentato attraverso un'apertura, chiusa durante la cottura con una porta di ferro scorrevole su apposite guide collocate a destra sulla facciata esterna.
Sopra la porta d'alimentazione è posata una lastra in pietra, disposta obliquamente in modo che i fumi durante il riscaldamento con legna non vadano direttamente a contatto con la travatura del tetto.
Davanti alla bocca del forno è inserito uno sportello apribile, per raccogliere la cenere e le braci nell'apposito vano ricavato nel muro sul lato destro dell'apertura d'alimentazione.
Per portarlo alla giusta temperatura di circa 240 gradi occorrono circa dieci ore di fuoco continuo.
Il riscaldamento avviene con legno d 'acero, di frassino e d’ altri legnami forti.
L'accensione è eseguita con carta e ramaglie mentre in passato si usavano steli di canapa essiccati in fasci.
Quando il forno ha quasi raggiunto la temperatura ottimale, s'immettono legni di rododendro ed in particolare di ginepro per conferire al pane un profumo più gradevole.
Per conoscere l' appropriata temperatura ed avviare la cottura non occorre l 'uso del termometro, ma semplicemente controllare il soffitto a cupola che deve assumere un colore uniforme grigio-bianco.
Prima di infornare il pane si tolgono brace, cenere e tizzoni non totalmente bruciati; si pulisce il piano di cottura con uno straccio di cotone bagnato ripetendo, all'occorrenza. più volte l'operazione per avere la certezza di eliminare ogni residuo di impurità.
Durante l'anno la cottura del pane avveniva due volte: una in primavera, per il periodo estivo ed autunnale ed una nell'autunno inoltrato per l'inverno e la primavera. I tipi di pane che si producevano erano i seguenti:

pane di mais - mailgis broud

pane di segale - rukkis broud

pane misto di segale e mais - g'mischluz broud.

Tutte le famiglie della frazione si accordavano con un piano programmatico affinché ogni nucleo familiare potesse fare il proprio pane senza mai raffreddare il forno.
L'accensione ed il riscaldamento era fatto a turno tra i frazionisti.
Inoltre, il consorzista, che accendeva per primo il forno, aveva diritto di tagliare l’erba intorno al caseggiato per essere ricompensato dalla maggior quantità di legna bruciata per portare in temperatura il forno.
Ogni anno veniva fatta una rotazione a seconda delle regole del consorzio. In genere colui che lo accendeva e lo scaldava, la volta successiva passava in coda e cosi via.





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