La cucina (firhus)

La cucina (firhus)


La cucina, (ds firhus) o casa del fuoco, era sempre sistemata al piano terra. Si trovava accanto al soggiorno (stand), locale attiguo alla stalla che da essa era separato con un’esile parete di legno.
Strutturalmente si componeva di: un focolare in pietra con un sostegno mobile di legno munito di catena (chetti) per reggere il paiolo (chessi), una piattaia, un porta-scodelle (schissiukofin), un tagliere con coltello fisso (schnida) per affettare il pane duro, un treppiede per sostenere un pentolino (brandul) ed un mortaio (mortji) per pestare il sale grosso.
Altri utensili da cucina ne completavano l’arredamento.
Era usanza marchiare tutti gli arnesi da cucina e da lavoro con il segno distintivo del casato (huszaiche), per non scambiarli nel corso di attività comuni.
Particolare importante e tipico delle case walser: la cucina non aveva camino.
Originariamente il braciere era situato al centro del locale, solo in tempi successivi fu costruito addossandolo ad una parete in pietra che confinava con l’esterno.
Il pericolo d’incendio in costruzioni di legno, con il fienile stipato di foraggio, induceva alla massima prudenza.
L’assenza del camino era ovviata tramite alcune fessure (chlempe), praticate ad arte sulle pareti esterne, che consentivano al fumo (rauch) di fuori uscire senza arrecare danni.
La porta (tir) era a due battenti: la parte superiore si poteva aprire per aerare il locale, mentre la parte inferiore rimaneva sbarrata agli animali da cortile ed agli agenti atmosferici.
Sul focolare, con pentole di varia foggia, si cuocevano minestre, uova, patate, verdure di stagione, latte e carni.
Si preparavano, con gli speciali ferri, le “miacce” (millentscha), cialde non lievitate di farina di miglio, cotte in pastella sul fuoco ed insaporite con formaggio (chäis), burro fuso (garande anchu) o con salsiccia (wurst).
La farina di miglio fu sostituita, in tempi più recenti, da quella di frumento che riusciva più morbida alla lavorazione e più appetibile al gusto.