La Stalla ed il Soggiorno

La Stalla ed il Soggiorno


LA STALLA

In ogni casa la stalla (der godu) era divisa in due parti: la più spaziosa adibita al bestiame e l’altra riservata alla famiglia.
Nel reparto riservato agli animali, ogni mucca era separata dall’altra da uno stallo con la propria mangiatoia affinché ognuna avesse uguale quantità di cibo: una o più bracciate di fieno di primo taglio (hai), una o più bracciate di fieno di secondo taglio (omad), una manciata di crusca e di sale (gris und solz).
Le mucche (chüa) erano legate alla greppia con una catena per impedirne il movimento e, mangiando e ruminando, attendevano la mungitura che avveniva due volte al giorno.
Al centro del pavimento, ricoperto di pietre o di lastre, scorreva un canale o fosso (graft) per la raccolta del letame e delle urine che si effettuava una volta al giorno per mezzo di un particolare badile (mistschufla).
Lo stallatico era caricato su di un apposito attrezzo (mistbera), portato nel letamaio (gruaba), e utilizzato come concime nei campi e negli orti.
Per l’abbeveraggio erano condotte due volte il giorno alla fontana frazionale (brunnu) di proprietà di tutti i frazionisti.

IL SOGGIORNO

La seconda parte della stalla era destinata al soggiorno della famiglia.
Separata parzialmente da una parete in legno dal bestiame, il cui calore corporeo contribuiva al riscaldamento, la famiglia viveva in un locale (stand) in cui si consumavano i pasti e si incontravano famigliari, amici e vicini.
Questi incontri avvenivano nelle serate invernali e servivano a rompere la monotonia della quotidianità ed a migliorare i rapporti interpersonali.
Durante queste “veglie” (ses) gli uomini preparavano attrezzi o utensili, le donne confezionavano pantofole, filavano la canapa (spinne hampf) e la lana (spinne wolla), rammendavano abiti e lavoravano a “puncetto”(strichnatu).
I giovani, allegri e rumorosi, ascoltavano avidamente le storie ed i pettegolezzi che gli adulti raccontavano al lume della lampada a petrolio (staineilekatzula).
Il soggiorno (stand) era arredato con accortezza e sobrietà.
I mobili erano costruiti da abili artigiani con legnami locali e presentavano quasi tutti le stesse caratteristiche.
Erano pochi e molto rustici: un tavolo ribaltabile sul quale pendeva una lampada a petrolio orientabile, una serie di panche (banck) lungo le pareti, un arcolaio (spinnrod).
La stufa in pietra ollare (stainineoufu) oltre a svolgere la funzione primaria di riscaldamento, ricopriva altri ruoli quali la cottura delle piccole mele indigene, che spandevano nell’aria un gradevole profumo attutendo quello intenso di bestiame, e l’asciugatura delle pantofole e dei panni che avveniva aggiungendo un particolare supporto ed una rastrelliera (oufulaiterlji).
Unica civetteria, qualche mensola per posare vivande ed oggetti manufatti in loco.
La stalla, con i moderni allevamenti e la fuga dei giovani dalla montagna, ha ormai perso queste tipicità e spesso viene utilizzata per altri scopi, suscitando negli anziani nostalgia e ricordi.