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Per portarlo alla
giusta temperatura di circa 240 gradi occorrono circa dieci ore di
fuoco continuo.
Il riscaldamento
avviene con legno d 'acero, di frassino e d’ altri legnami forti.
L'accensione è
eseguita con carta e ramaglie mentre in passato si usavano steli di
canapa essiccati in fasci.
Quando il forno ha
quasi raggiunto la temperatura ottimale, s'immettono legni di rododendro
ed in particolare di ginepro per conferire al pane un profumo più
gradevole.
Per conoscere l'
appropriata temperatura ed avviare la cottura non occorre l 'uso del
termometro, ma semplicemente controllare il soffitto a cupola che deve
assumere un colore uniforme grigio-bianco.
Prima di infornare il
pane si tolgono brace, cenere e tizzoni non totalmente bruciati; si
pulisce il piano di cottura con uno straccio di cotone bagnato
ripetendo, all'occorrenza. più volte l'operazione per avere la certezza
di eliminare ogni residuo di impurità.
Durante l'anno la
cottura del pane avveniva due volte: una in primavera, per il periodo
estivo ed autunnale ed una nell'autunno inoltrato per l'inverno e la
primavera.
I tipi di pane che si
producevano erano i seguenti:
pane di mais -
mailgis broud
pane di segale -
rukkis broud
pane misto di segale e
mais - g'mischluz broud.
Tutte le famiglie
della frazione si accordavano con un piano programmatico affinché ogni
nucleo familiare potesse fare il proprio pane senza mai raffreddare il
forno.
L'accensione ed il
riscaldamento era fatto a turno tra i frazionisti.
Inoltre, il consorzista, che accendeva per primo il forno, aveva
diritto di tagliare l’erba intorno al caseggiato per essere ricompensato
dalla maggior quantità di legna bruciata per portare in temperatura il
forno.
Ogni anno veniva fatta una rotazione a seconda delle regole del
consorzio. In
genere colui che lo accendeva e lo scaldava, la volta successiva passava
in coda e cosi via. |